27 ott 2010

Il mio primo contest: Cjalsòns Krofin di Timau


Questo è il primo contest a cui partecipo e sono contentissima che sia quello indetto da Rossella.
L'ho conosciuta ad aprile ad un pranzo di beneficenza organizzato all' Antica Osteria l'Incannucciata e mi è rimasta subito impressa per i suoi modi gentili, il suo sorriso, il suo meraviglioso grembiule e soprattutto per questi :)
Del contest in verità ne sono venuta a conoscenza grazie ad Elisa che, la domenica del brunch da Stefano, ha raccontato di averli preparati facedomi incuriosire e invogliandomi a provare.

Innanzitutto mi è piaciuta la storia di Gianni Cosetti cuoco di Carnia, regione montuosa del Friuli, il quale fece la scelta di esaltare le tradizioni e i prodotti locali in maniera originale e fu insignito della stella Michelin negli anni ottanta e novanta con il suo ristorante "Il Roma", a Tolmezzo.
Il suo libro "Vecchia e Nuova Cucina di Carnia" è considerato un testamento gastronomico per l'intera regione ed è il riassunto di una vita di sperimentazioni che omaggiano al contempo la sua terra, con i suoi sapori classici e territoriali.
Inoltre, e quasi per gioco, fece un concorso per casalinghe che produsse una raccolta di ricette di Cjalsòns.

Voglio essere sincera: non ho mai sentito parlare di questi Cjalsons e quando ho ricevuto la mail di Rossella con tutte le ricette da sperimentare sono rimasta un po' perplessa poiché la maggior parte degli ingredienti sono dolci (eccezione unica i Cjalsons Rustici) e conditi con burro e ricotta affumicata. E poi valanghe di cannella ovunque (solo più tardi ho scoperto che da quelle parti ne fanno un uso smodato!).

Mi è sembrato che quelli salati fossero stati i più gettonati quindi ho scelto una via di mezzo tra questi e quelli eccessivamente ricchi di ingredienti (per i miei ipotetici gusti che ho pensato non gradissero, ma visto l'esito dell'esperimento sono pronta a ricredermi).
Sono partita con convinzione sotto la sufficienza, lo ammetto, ma avevo qualcosa che mi diceva "se ne esistono tante versioni vorrà dire che poi tanto male non sono..."

Ingredienti:
(ho fatto mezza dose rispetto a quella del ricettario - me ne son pentita subito dopo l'assaggio-quindi vi riporto la dose originale)

per la pasta
250 gr di farina 00
acqua tiepida
sale qb
1 uovo per spennellare

per il ripieno
300 gr di patate
1 cipolla
50 gr di burro
20 gr di cannella in polvere (è tanta NON troppa)
100 gr di uvetta sultanina
100 gr di zucchero
un pizzico d sale e pepe
un pizzico di menta secca

per il condimento
80 gr burro
100 gr ricotta affumicata (io l'ho sostituita con il parmigiano)


Ci tengo a precisare che mi son voluta permettere solo la sostituzione della ricotta affumicata con il parmigiano perché ho preteso di restare fedele alla ricetta originale per poter gustare un sapore autentico (per quanto fatto da me). Lo sottolineo perché ho letto che qualcuna ha pensato che la dose di cannella fosse frutto di un errore. Io non so se è vero ma vi posso assicurare che le dosi riportate da Rossella garantiscono la perfetta riuscita del ripieno, un connubio impeccabile tra i vari sapori, un amalgama golosamente riuscito (in particolar modo il trio cipolla-burro-cannella...).

Ma veniamo al procedimento.

Preparate la pasta amalgamando la farina con acqua e sale, quindi lasciatela riposare per circa 20 minuti.
Per fare il ripieno lessate le patate, passatele al setaccio e impastatele con la cipolla, che avrete fatto precedentemente appassire nel burro, con la cannella in polvere, l’uvetta, lo zucchero, la menta e la buccia di limone grattugiata ed aggiungete sale e pepe.
Tirate la pasta sottile con il mattarello, ritagliate dei dischi di diametro di circa 7 cm e su ogni disco ponete un cucchiaio di ripieno.
Spennellate così i dischi con l’uovo sbattuto, piegateli in due e chiudeteli bene premendo sui bordi.
Buttate i cjalsòns in acqua bollente salata, appena vengono a galla raccoglieteli con un mestolo forato, deponeteli in una pirofila calda ed infine conditeli con burro fuso e parmigiano .



Il mio parere sui Cjalsòns?
Un solo boccone e sono corsa a scrivere una mail a Rossella con questo contenuto: "meno male che son sola così posso mangiarli tutti io!".

Grazie Rossella per aver ideato questo contest, è stata un'idea brillante, un gesto che esterna l'amore per la propria terra e per le proprie tradizioni e, allo stesso tempo, diffonde cultura (culinaria ma pur sempre cultura).

2 commenti:

  1. Bravissima. E curiosa anche la storia del passaparola. Son felice che il sapore dolce ti abbia conquistato.

    RispondiElimina