08 giu 2011

Crostata di mele della Turingia


Avete presente quei libri di cucina anni '70, con le foto scure e le decorazioni antiche, per niente invoglianti e alquanto improbabili oggi? Chi non ne ha uno in casa? Io per esempio ho un mini ricettario di Mariarosa, ve la ricordate?

 

Questo per introdurvi il fatto che questa ricetta viene dritta dritta dalla Grande Enciclopedia della Cucina, volume Dolci e Cucina al Forno, dal lontano 1979! E infatti le torte dei miei primi compleanni erano molto simili a quelle di questa enciclopedia ora che ci penso..vabbè, sorvoliamo.

Perché si mangia prima con gli occhi è vero, ma poi è la sostanza che conta, e questa crostata mi ispirava davvero, quindi ho accantonato la "paura" dell'immagine del tempo e l'ho voluta provare. 

E aggiungo per fortuna.


Ingredienti:
Base frolla a piacere (secondo me)

Il libro prevede invece questa base:
125 gr. burro
40 gr. zucchero
1 uovo
250 gr. farina

Per la copertura/ripieno:
3 cucchiai di pangrattato (io l'ho sostituito con lo zucchero di canna)
1 kg. di mele
2 tuorli
100 gr. di zucchero
1 bicchiere scarso di panna


Dopo aver ricoperto la base di una tortiera a cerniera con la frolla (io uso questa della Guardini)


spargere il pangrattato (io lo zucchero di canna) sul fondo e ricoprire con le mele tagliate a spicchi.
Far cuocere in forno 40 minuti a 240° (io ho cotto a temperatura più bassa, comunque facendo attenzione). Nel frattempo sbattere i tuorli con lo zucchero e la panna, montarli fino ad ottenere una crema e versarla nella tortiera dopo i primi 25 minuti di cottura.
Finire di cuocere e far raffreddare prima di servire.


E' una variante insolita della classica torta di mele, che comunque in ogni sua espressione è sempre affascinante e gustosissima!

6 commenti:

  1. E' veroooo! Erano ben tristanzuoli i libri di cucina dell'epoca, tranne qualche rara eccezione. E io che ho (ehm) qualche annetto più di te ho ben presenti anche quelli di mia mamma, direttamente senza foto o al massimo con qualche litografia in bianco e nero dei vari ingredienti, cipolle, insalate, frutta. Ci voleva un'immaginazione mooolto fervida per capire come dovevano venire le cose.

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  2. Ecco, quelli in bianco e nero mi mancano, ma ho ben capito il tipo:)

    Evidentemente oggi li sottovaluto troppo.

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  3. ma comunque in bianco e nero c'erano anche negli anni Novanta. Io ne ho una serie della Demetra, edizioni low-cost ed ecologiche, su vari temi... zuppe, cucina veloce, ecc. Mi rendo conto che con i libri sono sempre stata un'acquirente compulsiva. Però anche tra quelli si trovano delle ricette interessante. Solo che, con Internet, certe volte ti passa la voglia di metterti a spulciare i libri. Avevo perfino pensato di farmi un database con i titoli e gli ingredienti principali, almeno per ricordarmi cosa è dove, ma chi ce l'ha il tempo?? :-)
    Io continuo a sperare che le varie case editrici italiane inizino a fare come negli States, che pubblicano riviste su PDF, protette, che tu puoi acquistare e lasciare sui loro server (ovviamente non sono scaricabili, contro la pirateria) e consultare quando ti pare. La benedizione del comando "Cerca" è diventata quasi insostituibile, se non fosse per il piacere di sfogliare la carta vera!

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  4. In effetti di libri del genere ne ho molti... con ricette interessanti però!
    Complimenti per la tua crostata di mele... non sai cosa darei per averne un pezzo ora!

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  5. Si infatti le ricette sono interessanti, bisogna solo non lasciarsi influenzare dalle foto!

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